Cronaca di Alpinismo di Giovanile

17 marzo 2007 Festa dell'Alpinismo giovanile

Finalmente ci siamo, un rapido controllo, tutto è pronto. I giorni scorsi sono stati un turbinio per organizzare la “Festa dell’Alpinismo giovanile”. Imbrachi e caschi dalla Ligure e da Bolzaneto, corde statiche e carrucole dagli Alpini, corde dinamiche in sede a Sestri P.; acquisto cibarie e bevande per ristoro; accordi per gli spazi necessari e per l’apertura del museo speleologico; operazioni di propaganda con manifestini, telefonate, articoli sui giornali, ecc.. non c’e stato un attimo di quiete.

Siamo pronti, la macchina stracarica di tutto ci porta fino al piazzale del Santuario del Monte Gazzo, sembra la sacca di Eta Beta. A questo punto si inizia, con la collaborazione di tanti amici, l’allestimento dei vari giochi dell’arrampicata, della teleferica, del ponte tibetano e della ferrata; la preparazione del ristoro, del punto di accoglienza, del locale per la visione delle diapositive e il posizionamento dei cartelli indicatori di tutte le attività.

Tutto è pronto come una perfetta macchina da corsa al via, .. il primo ad arrivare è Pietro (7 anni) e poi Mario (11 anni), Lucia (9 anni) e poi tutti gli altri. A pieno regime sono tutti impegnati non ci sono pause, e si passa da un gioco all’altro, ripetendoli a volontà. Arrampicare, attraversare il ponte tibetano, veleggiare sulla teleferica, procedere lungo la via ferrata. Il divertimento è totale, non si smetterebbe mai di giocare. Peccato per gli assenti, si sono persi una bellissima esperienza.

Il tempo è volato.
“Posso farlo ancora una volta!” è Pietro l’ultimo a smettere.
Peccato si debba tornare a casa, ma con la promessa di rivedersi a breve.

15 aprile 2007 Parco del Monte Gazzo

Appuntamento in Piazza Baracca per riunirsi al gruppo dei soci adulti pronti a partire per assistere alla messa dei caduti al Santuario del Monte Gazzo, organizzata quest’anno dalla nostra sottosezione.

La giornata è stupenda, abbiamo tutto il tempo di fare una serie di digressioni per vedere le particolarità dell’ambiente in cui siamo e che rendono particolarmente piacevole la salita. In cima siamo accolti con simpatia dai molti soci CAI convenuti da tutte le parti della Liguria. Dopo la messa un ricco ristoro (all’abbuffo) permette di affrontare con tranquillità la discesa per un percorso più dolce e caratteristico facendo conoscere un altro bel aspetto del monte. Alla fine un bel gelato è il giusto premio.

20 maggio 2007 Baiarda

Dal piazzale della stazione di Acquasanta una piacevole brezza di monte fa apprezzare il sentiero che porta fino al Masso del Ferrante. L’ambiente montano è in tutto il suo splendore, la fioritura dei gigli di San Giovanni è al suo apice . Lo sguardo di tutti si posa su zone conosciute ed amate da generazioni di alpinisti come la cresta Federici di Punta Martin, e i settori di scalata della Baiarda: la cresta settentrionale, lo spigolo del secchio, la placca del triangolo, il diedro Gozzini, lo spigolo ed il diedro rosso, fino alla placca di Ubaldo, la nostra meta odierna. Si sale il ripido sentiero fino sotto la placca quasi senza accorgersene. A questo punto prima la fase di vestizione e poi dopo aver attrezzato la via si inizia ad arrampicare. Si sale una volta ed un’altra ancora, c’e chi usa la tecnica dell’incastro e chi invece predilige l’arrampicata più di aderenza. La nuova via attrezzata a spit nel luglio 2006 posta a sinistra della classica, non ha ancora un suo nome e per suggellare la giornata viene intitolata “Fra i lupi” le iniziali di Francesca, Lucia e Pietro. Risaliamo ora il tratto attrezzato del sentiero Frassati per EE (escursionisti esperti) a fianco delle vie di roccia della Baiarda fino al colle. Lo sguardo spazia a ponente dal Monte Rexia, al Monte Rama, all’isolotto di Bergeggi, all’isola di Gallinara, al Monte Carmo e ben oltre su tutta la riviera di ponente. Adesso tutti all’ombra della Cappellina dove il meritato riposo e soprattutto l’atteso ristoro ritemprano il corpo. Su una paretina attrezzata sottostante si prova poi l’emozione delle prime doppie: dopo l’apprensione iniziale, si migliora di discesa in discesa, acquistando sempre più sicurezza..

Da qui inizia il ritorno, ma la giornata non è ancora finita. Passando per le cave l’esplorazione di una galleria da mina fino ad un laghetto sotterraneo è la giusta conclusione di una stupenda giornata.

22 maggio Giornata dei Parchi

Giornata interessante in compagnia delle scolaresche del ponente genovese, l’itinerario storico naturalistico Serra-Bianchetta-Gneo-S.Pietro ai Prati. Anche se con qualche “ciocca nei piedi” (problema sentito principalmente dagli insegnanti), gli oltre 200 bambini hanno apprezzato il percorso, ripristinato con la collaborazione dei soci della sottosezione. Particolarmente gradito il rinfresco e l’intrattenimento giocoso curato da una cooperativa di giovani.

Tra le curiosità più apprezzate le antiche fornaci da calce, utilizzate in epoca ottocentesca nella zona di Panigaro, notoriamente attiva nella produzione di materiale per l’edilizia.

Anche in questa occasione le condizioni meteo erano sin troppo favorevoli (un caldo boia !), per fortuna lungo il percorso abbiamo incontrato parecchie fontanelle che hanno rinfrescato decisamente l’atmosfera.

16 e 17 giugno Mulino Nuovo (Capanne di Marcarolo)

“Il mio bosco”: questo è il tema che ci ha accompagnato nelle due giornate al Mulino Nuovo. Cosa c’è di più bello dell’imparare a conoscere la natura ed i suoi segreti, in un avventuroso viaggio con tanti amici, tutti desiderosi di stare insieme in allegria ed entusiasmo in un vero e proprio rifugio tutto a nostra disposizione. In questo caso gli accompagnatori si sono cimentati, con buoni risultati, nell’arte culinaria, preparando un’appetitosa cena a base di pasta al sugo e wusterl alla brace. Anche i più scettici che alla vista di questi ultimi, un po’ bruciacchiati, avevano delle remore ad assaggiarli, si sono ritrovati a divorali, chiedendone ancora.

E che dire delle composizioni originalissime ideate, con quanto l’ambiente offriva, dai ragazzi riuniti in gruppi, rivelatisi attenti osservatori tanto da scoprire nel vicino ruscello la presenza del raro “tritone”.
Non parliamo della notte trascorsa “in tutta tranquillità” tra scricchiolii di reti e rumori non ben identificati, ma attentamente percepiti da alcuni accompagnatori che vigilavano stesi per terra nel refettorio accanto alla stufa.

E la mattina !

Una colazione in pieno stile italiano: latte caldo, latte freddo, caffelatte, latte cioccolato, te con latte, te con limone, solo caffè, acqua tiepida, biscotti, briosch, fette di torta e chi più ne ha più ne metta.
Sulle cartine topografiche abbiamo individuato l’itinerario che ci ha portato a raggiungere la cima del Monte Pietralavezzara, suggellata con la rituale foto di vetta.

Anche questa volta il ritorno è stato premiato da gelati e bibite a volontà.

6-7-8-9 luglio 2007 Treeking dei rifugi del Monte Bianco


E per finire in bellezza, cosa c’è più bello di un treeking lungo la Val Ferret al cospetto di sua maestà il Monte Bianco ?

Ma procediamo con ordine. Partenza ore 6.00 da Genova: facce assonnate, zaini enormi e tanta curiosità. Ore 10.00 partenza da Planpincieux diretti al rifugio Bertone, prima tappa del nostro cammino “quanto manca ?”, “tra quanto arriviamo al rifugio ?”, “quando si mangia ?” queste le domande più gettonate della giornata.

Finalmente nell’ora di pranzo raggiungiamo la meta agognata e qui inizia il bello….

Una camerata è tutta a nostra disposizione, una fontana con abbeveratoio a cui bagnarsi diventa l’attività più richiesta con le conseguenze del caso. Qualche gioco di gruppo ed una attenta esplorazione del rifugio così bello ed accogliente ci conducono all’abbondante ed ottima cena serale. Ma una sorpresa ci aspetta: abbiamo la fortuna di conoscere uno dei personaggi più significativi ed attraenti dell’ambiente montano valdostano Lorenzo Cosson detto “Renzino” gestore del rifugio nel quale ci troviamo, e guida alpina, fotografo di montagna, ex capo del Soccorso Alpino Valdostano e amico di Mauro De Cesare, col quale ricorda i tanti anni di frequentazione comune in corsi al Rifugio Monzino, al Muzzerone ed altre attività inerenti al soccorso Alpino. Proprio lui e l’impareggiabile spettacolo naturale che ci circonda ci augurano il buongiorno permettendoci di ripartire per continuare il percorso.

La giornata è a dir poco stupenda, il Monte Bianco, il Dente del Gigante, le marmotte, le mucche, i fiori, le Grandes Jorasses ci conducono a poco a poco al rifugio Bonatti, quasi un albergo, dotato di tutti i confort compresa la doccia (obbligatoria per tutti). La cena ci ristora dalla fatica e ci permette di prendere rapidamente sonno avvolti dal tepore di morbidi piumini.

Sveglia alle ore 7,30: purtroppo il tempo si è rovinato, possiamo comunque raggiungere senza troppi danni (la poca acqua scivola sulle mantelle) il rifugio successivo l’Elena. Qui i gestori non sono troppo simpatici, ma la nostra simpatia li travolge, anche perché siamo costretti a passare il resto della giornata all’interno dell’edificio per la pioggia battente. Giochi, disegni, ricchi premi e cotillions, insomma si fa di tutto

Purtroppo la pioggia mattutina ci costringe il giorno successivo a ridurre il programma. Una volta raggiunte le macchine ci avviamo a Courmayeur per visitare il museo delle guide alpine, un ultimo pranzo al sacco, l’acquisto di 1 € di fontina e via verso casa con uno zaino questa volta pieno di bei ricordi e tanta voglia di ricominciare.

di Emilia Graffigna e Mauro De Cesare.